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2 dicembre 2014

Fenomeni meteorologi estremi, una mappa del rischio climatico in Italia

La mappa del rischio raccoglie ed elabora informazioni sugli impatti degli eventi climatici nei confronti di aree urbane, infrastrutture, beni storici. In questa prima elaborazione della mappa presentata da Legambiente sono stati presi in considerazione gli episodi avvenuti dal 2010 ad oggi, con l'obiettivo di creare una prima carta della geografia del rischio del nostro Paese.

In concomitanza con la COP20 di Lima, Legambiente presenta la mappa del rischio climatico nelle città italiane.
Obiettivo della mappa è raccogliere ed elaborare informazioni sugli impatti degli eventi climatici in aree urbane, infrastrutture, beni storici.
In questa prima fase di elaborazione della mappa sono stati presi in considerazione gli eventi climatici avvenuti dal 2010 ad oggi, con l'obiettivo di creare una prima mappa del rischio climatico del nostro Paese.


112 gravi fenomeni meteorologici dal 2010 ad oggi hanno provocato pesanti danni al territorio urbano italiano: 30 casi di allagamenti da piogge intense, 32 casi di danni alle infrastrutture con 29 giorni di stop a metropolitane e treni urbani, 8 casi di danni al patrimonio storico, 20 casi provocati da trombe d'aria, 25 eventi causati da esondazioni fluviali, numerosi feriti e ben 138 vittime.

La mappa del rischio climatico di Legambiente è nata proprio con l’obiettivo di raccogliere attraverso uno strumento interattivo e periodicamente aggiornato le informazioni sui danni provocati in Italia dai fenomeni climatici dal 2010 ad oggi, con particolare attenzione alle città.
Nella mappa, ad ogni episodio sono associate informazioni che riguardano sia i danni che riferimenti e materiali riferiti a episodi precedenti già avvenuti nel comune, in modo di contribuire a chiarire i caratteri e l’entità degli impatti provocati, individuare le aree a maggior rischio, registrare dove e come i fenomeni si ripetono con maggiore frequenza e analizzare gli impatti provocati per cominciare ad evidenziare, laddove possibile, il rapporto tra accelerazione dei processi climatici e problematiche legate a fattori insediativi o infrastrutturali nel territorio italiano.

Tra le informazioni registrate nella Mappa, troviamo tutti i fenomeni recenti descritti con i relativi danni e le vittime; gli 80 comuni dove si sono registrati in questi anni gli impatti maggiori, suddivisi secondo categorie principali (allagamenti, frane, esondazioni, danni alle infrastrutture, al patrimonio storico, provocati da trombe d’aria o da temperature estreme); i luoghi dove questi fenomeni si sono verificati più di una volta e tutte le informazioni reperibili al riguardo, con l’obiettivo di riuscire a leggerle in maniera integrata per provare a comprendere le possibili cause antropiche, le scelte insediative o i fenomeni di abusivismo edilizio che ne hanno aggravato gli impatti, per arrivare a individuare le aree a maggiore rischio per i cambiamenti climatici. Non mancano i dati relativi agli stop a metropolitane e treni urbani nelle principali città italiane: 10 giorni a Roma, 9 giorni a Milano, 8 a Genova, 6 a Napoli, 5 a Torino, con conseguenze sul traffico urbano e la vita delle persone. In diverse regioni il maltempo ha portato a frane con la chiusura di linee ferroviarie ed è evidente la necessità di un cambio radicale nella progettazione delle infrastrutture, nella gestione e messa in sicurezza per evitare che continuino allagamenti delle linee e delle stazioni. Registrati sulla Mappa anche i giorni di black out elettrici: 38 dovuti al maltempo, avvenuti dal Nord al Sud del Paese e con una sequenza costante (7 nel 2014, 7 nel 2013, 10 nel 2012, 6 nel 2011 e 8 nel 2010). Altre info riguardano la quantità e intensità dei fenomeni di pioggia.

La mappa racconta come i principali danni nelle città e nel territorio italiano siano infatti avvenuti durante episodi di pioggia relativamente brevi ma con quantitativi di acqua che mediamente dovrebbero scendere in diversi mesi o in un anno, a seconda dei casi. Altrettanto importante infatti, sarà approfondire perché fenomeni di questa portata determinino effetti diversi nel territorio italiano: può riguardare la natura idrogeologica oppure può essere determinata da come si è costruito e da come sono gestiti il territorio e la rete di smaltimento delle acque. Nel sito troviamo anche i danni ai beni archeologici e al patrimonio storico culturale del nostro Paese. Come a Genova, dove i danni causati dalle piogge durante l’alluvione dello scorso 9 e 10 ottobre, hanno provocato danni all’Archivio di Stato, alla biblioteca nazionale e al Palazzo Reale. Oppure a Roma, dove la forte pioggia del 7 novembre ha causato il crollo di parte delle Mura Aureliane.

La mappa serve anche ad evidenziare come il rischio climatico non riguarda in modo uguale tutto il Paese. Alcune aree sono più a rischio di altre e quindi in quei territori vanno accelerati gli interventi di messa in sicurezza e di allerta dei cittadini. Inoltre dall'analisi dei fenomeni di maltempo si comprende come questi siano più accentuati tra autunno e inverno, ma avvengono anche nei mesi estivi, quando occorre attrezzarsi anche rispetto alle ondate di calore che, in particolare nelle aree urbane, possono provocare gravi danni e conseguenze in termini sanitari.

La mappa del rischio climatico è disponibile al seguente link:www.planningclimatechange.org/atlanteclimatico.


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