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13 gennaio 2010 (Terna)

In calo i consumi elettrici italiani nel 2009

I primi dati sui consumi di energia elettrica in Italia forniti dal gruppo Terna parlano di una flessione del 6,7% rispetto al 2008.

Dai primi dati forniti dal gruppo Terna relativamente all’energia elettrica richiesta nel nostro Paese durante il 2009 emerge una flessione del 6,7% rispetto al 2008 (con una diminuzione, a parità di giorni lavorativi, di -6,5%).

L’energia richiesta in Italia è stata di 316,9 miliardi di kWh, nel solo mese di dicembre 2009 pari a 26,6 miliardi di kWh. La produzione nazionale netta dell’ultimo mese dell’anno 2009, di 23,7% miliardi di kWh, ha evidenziato un calo dello 0,5% rispetto allo stesso mese del 2008 mentre sono risultate in forte crescita le fonti di energia rinnovabile: produzione eolica (+77,2%), geotermoelettrica (+4,5%). Minore crescita dell’idroelettrico (-14,4%) e del termoelettrico (+0,3%).

Nel primo semestre del 2009 si è registrato un calo della domanda di energia pari a 8,7%, di contro al secondo semestre dell’anno (-4,6%).

Relativamente all’ultimo mese del 2009, la variazione della domanda di energia elettrica è stata di -1,8% con l’aggiunta di un giorno lavorativo in più (21 giorni contro 20 rispetto al 2008). Si è così registrato un maggiore utilizzo di energia elettrica per le attività lavorative e una temperatura media mensile superiore di circa mezzo grado centigrado rispetto a dicembre 2008. Tale domanda è stata soddisfatta per l’87,3% (produzione nazionale) e per il 12,7% dall’energia scambiata con l’estero (-8,1% rispetto all’anno precedente).

Su tutto il territorio nazionale la variazione della domanda è risultata abbastanza omogenea: -1,7% al Nord, -1,1% al Centro e -1% al Sud. La distribuzione dei 26,6 miliardi di kWh richiesti nel mese di dicembre 2009 è così ripartita: 44,7% al Nord, 29,2% al Centro e 26,1% al Sud.

L’andamento negativo dei consumi elettrici non andrà a incidere sulle attività di sviluppo della rete previste da Terna. L’Autorità per l’energia elettrica e il gas, infatti, riconoscendone la natura infrastrutturale, ha introdotto un meccanismo che rende molto marginale l’impatto della diminuzione dei volumi di energia sui ricavi tariffari di Terna, attraverso una "franchigia" di +/-0,5%.


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