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11 gennaio 2018

Made in Italy: Coldiretti e Symbola, 92% tipicità nasce in piccoli comuni

L'ultimo rapporto di Coldiretti e Symbola, dal titolo "Piccoli Comuni e Tipicità" e presentato oggi 11 gennaio a Roma, analizza lo status del patrimonio enogastronomico tradizionale del nostro Paese: secondo la ricerca il 92% delle tipicità nasce nei comuni al di sotto dei 5000 abitanti. E potrà ora essere valorizzata anche grazie alla recente legge sui piccoli Comuni, da poco approvata dal Parlamento.

Sono le piccole realtà italiane che detengono quasi tutto il patrimonio enogastronico italiano. Secondo l'ultimo studio di Fondazione Symbola e Coldiretti, presentato oggi 11 gennaio a Roma, circa il 92% dei prodotti tipici del Belpaese nasce nei Comuni con meno di 5000 abitanti, e grazie alla legge 158/17 potrà ora essere ulteriormente valorizzato e promosso.

Circa il 70% dei comuni italiani appartiene a questa categoria: stando al report vi vivono circa 10 milioni di persone.

I prodotti a denominazione controllata italiani (Dop/Igp) riconosciuti dall'Unione europea sono in tutto 293, e ben 270 di questi proviene dai piccoli Comuni: nello specifico queste realtà coprono il 100% della produzione di tutti i 52 formaggi a denominazione, del 97% dei 46 olii extravergini di oliva, del 90% dei 41 salumi e dei prodotti a base di carne, dell’89% dei 111 ortofrutticoli e cereali e dell’85% dei 13 prodotti della panetteria e della pasticceria. Ma grazie ai piccoli centri è garantito anche il 79 per cento dei vini più pregiati che rappresentano il Made in Italy nel mondo. Un patrimonio che è garantito da 279 mila imprese con sede nei piccoli Comuni. 

“Dalla valorizzazione dei tesori enogastronomici custoditi nei Piccoli Comuni dipendono molte delle opportunità di lavoro dei 3,9 milioni di giovani under 40 che hanno scelto di non abbandonare gli antichi borghi ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “la nuova legge rappresenta il riconoscimento anche giuridico del valore economico, sociale ed ambientale della provincia italiana che si apre con bellezza e orgoglio al turismo nell’anno dedicato al cibo italiano nel mondo.”

“I Piccoli comuni – ha affermato il presidente di Symbola Realacci – non sono un peso ma una straordinaria opportunità per l’Italia: un’economia più a misura d’uomo che punta su comunità e territori, sull’intreccio fra tradizione e innovazione, fra vecchi e nuovi saperi.  Qui si producono la maggior parte delle nostre Dop e Igp e dei nostri vini più pregiati, insieme a tanta parte di quel made in Italy apprezzato a livello internazionale. Possiamo competere in un mondo globalizzato se innoviamo senza cancellare la nostra identità, se l’Italia fa l’Italia.”

La legge 158/17 prevede misure per favorire il turismo di qualità, la promozione dell’agroalimentare a filiera corta, la diffusione della banda larga, la manutenzione del territorio con priorità alla tutela dell’ambiente, la messa in sicurezza di strade e scuole e la messa in sicurezza e l’efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico.

Il sistema di certificazione del Made in Italy Dop/Igp - proveniente perlopiù dai piccoli Comuni - sviluppa un fatturato annuo al consumo di quasi 14 miliardi, dei quali circa 4 miliardi realizzati grazie al settore export. Una risorsa per l’Italia che può contare su un patrimonio di antiche produzioni agroalimentari tramandate da generazioni in un territorio unico per storia, arte e paesaggio che sono le principali leve di attrazione turistica. Non a caso due stranieri su tre considerano la cultura e il cibo le principali motivazione del viaggio nel Belpaese mentre per ben il 54 per cento degli italiani il successo della vacanza dipende dalla combinazione cibo, ambiente e cultura, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’.

Leggi il rapporto "Piccoli Comuni e tipicità"

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