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1 febbraio 2018

The European power sector 2017

Secondo il 30esimo rapporto sull’energia nell’Ue preparato dai think tank Sandbag e Agora Energiewende, lo scorso anno, per la prima volta nella storia, nell'Unione è stata consumata più energia da vento, sole e biomassa, che da carbone e lignite messi insieme.

Nel 2017 le energie rinnovabili (eolico, solare e biomassa) hanno coperto i consumi di energia elettrica dell'Unione più del carbone fossile e della lignite messi insieme. La produzione di energia elettrica da queste fonti, che hanno visto solo un'adozione su larga scala a partire dal 2000, è cresciuta del 12% lo scorso anno. Dal 2010, la quota di energia eolica, solare e da biomassa nell'UE è più che raddoppiata.

Lo sostiene "The European power sector 2017", l'ultimo rapporto di due think thank ambientalisti, l'inglese Sandbag e la tedesca Agora Energiewende, presentato a Bruxelles lo scorso 30 gennaio. 

Le due organizzazioni mettono poi in guardia: certo, l'aumento di energia da fonti rinnovabili è consistente, ma questa crescita nei vari paesi dell'UE è molto diseguale.

Dal 2015 al 2017, ad esempio, il Regno Unito e la Germania hanno contribuito a più della metà dell'aumento delle energie rinnovabili. In Germania, nel 2017, il 30% dell'elettricità è stata generata da energia eolica, solare e da biomassa e il 28% nel Regno Unito. In cima alla lista c'è invece la Danimarca: nel 2017 il 74% dell'energia elettrica prodotta proveniva da vento, solare e biomassa, con un aumento di sette punti percentuali.

Se da una parte abbiamo questi casi virtuosi, dall'altra abbiamo Paesi in cui la crescita delle fonti green procede molto a rilento, come Slovenia, Bulgaria, Francia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria. Altri Paesi, invece, hanno sperimentato una buona crescita all'inizio del decennio, ma poi negli ultimi tre anni hanno subito una forte battuta d'arresto: è questo il caso di Spagna, Italia, Portogallo, Belgio e Grecia.

Nonostante l'aumento dell'energia eolica e solare, le emissioni di CO2 del settore elettrico europeo non sono diminuite nel 2017, rimanendo stabili a 1.019 milioni di tonnellate. La causa di questo è dovuta alla combinazione di tre fattori: in primo luogo, la produzione di energia elettrica da energia idroelettrica è scesa a un livello basso dell'Europa, principalmente a causa di scarse precipitazioni e nevicate. In secondo luogo, le centrali nucleari in Francia e Germania hanno consegnato meno elettricità rispetto agli anni precedenti. E in terzo luogo, il consumo di elettricità nell'Unione europea è cresciuto per il terzo anno consecutivo: è aumentato dello 0,7% nel 2017.

Per raggiungere l'obiettivo di energia rinnovabile dell'UE nel 2030, l'UE dovrà aumentare i suoi sforzi nell'impiego di fonti rinnovabili nei prossimi anni rispetto alle tendenze recenti - conclude il rapporto. 

Leggi lo studio completo "The European power sector 2017"

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