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2 dicembre 2017

Le "disruptive technologies" dopo l'energia trasformeranno rapidamente il mondo dei trasporti

Qual è il futuro della mobilità elettrica nel mondo? Da una parte c'è la Cina, che ha sperimentato un rapido incremento di vendite interne di auto elettriche - dalle 8 mila all'anno del 2011 alle oltre 500 mila del 2016. Dall'altra l'Europa, che punta ad abbattere le emissioni di co2 del settore trasporti del 30% entro il 2030. La presentazione di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club, al "Forum Qualemobilità?".

Se c'è un "faro" della mobilità elettrica nel mondo è la Cina. La potenza asiatica, da primo Paese inquinatore a livello globale, si sta affermando come alfiere della sostenibilità ambientale e della green economy. E questo vale soprattutto nel settore trasporti: dal gennaio al novembre del 2017 in Cina sono state vendute oltre 65 mila auto elettriche - contro le 8 mila del 2011. E in un prossimo futuro Pechino punta a diventare una potenza leader nel settore della mobilità elettrica e sostenibile e come centro mondiale di produzione di batterie elettriche. 

Nel frattempo anche l'Europa accellera sulla mobilità elettrica: Bruxelles mira a tagliare le emissioni del settore trasporti del 30% entro il 2030. E nel frattempo molte città europee si sono date delle scadenze per vietare i veicoli inquinanti. Ma si può - e soprattutto, si deve - fare di più.

Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club, ci parla dello status della obilità elettrica del mondo. Il documento riportato qui di seguito è stato presentato il 30 novembre al "Forum QualeMobilità?" una giornata di riflessione sulla mobilità sostenibile organizzata da Kyoto Club, Legambiente e Editoriale la Nuova Ecologia in partenariato con Cobat.

Scarica la presentazione (pdf)

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