Icona termometro del mondo
Temperatura del mondo a set. 2017
Icona prezzo del petrolio
23 ottobre 2017
Prezzo del petrolio (Nymex): 52,16 $/bbl
Icona prezzo del carbonio
23 ottobre 2017
Prezzo del carbonio (EU): 7,57 €/tCO2
Documentazione > news dai soci

torna alla lista news dai soci

27 settembre 2017 (ANEV)

Eolico al 2030: crescita, occupazione e ambiente per l'Europa, ma non per l'Italia

L’Associazione europea dell’eolico WindEurope ha pubblicato i due report “Outlook to 2020” e “Scenarios for 2030”, elaborati insieme ad ANEV, che mettono in evidenza i dati previsionali relativi all’eolico nel prossimo futuro. Secondo il documento, in assenza di nuovi provvedimenti normativi e di aste in tempi rapidi, il nostro Paese resterà il fanalino di coda del settore in Europa.

L’eolico in Europa registrerà una crescita notevole, dove nel quadriennio 2017-2020, grazie a una media di 12,6 GW installati ogni anno, verranno realizzati più di 50 nuovi GW, che porteranno la capacità cumulata a 204 GW. La crescita continuerà anche nel decennio successivo, portando la potenza a 323 GW (253 GW onshore e 70 GW offshore) nel 2030, più del doppio di quella registrata a fine 2016 (160 GW).

A sostenerlo sono i due report Outlook to 2020 e Scenarios for 2030, gli ultimi due studi sull'eolico realizzati dall'Associazione Wind Europe in collaborazione con l'Associazione Nazionale Energia del Vento (ANEV). Secondo le cifre, l’eolico potrà arrivare a soddisfare nel 2020 il 16,5% della domanda elettrica europea (superando così l’idroelettrico e divenendo la prima fonte rinnovabile), mentre al 2030 gli 888 TWh generati dal vento copriranno il 29,6% dei consumi UE.

Sicuramente una buone notizia per l'Europa. Un po' meno per l'Italia, visto che nello studio il nostro Paese si posiziona ben al di sotto della media europea degli investimenti nel settore: per WindEurope da qui al 2020 non verranno installati più di 1,6 GW. Per questo l'associazione assegna all’Italia un “policy outlook” al 2020 negativo, dovuto al ritardo nell’adozione della SEN e del Decreto per le nuove aste.

Anche l’ANEV denuncia da tempo i gravi ritardi normativi che bloccano il settore eolico italiano, da sempre sottoposto a ingiuste penalizzazioni e a periodi di stallo dovuti a vuoti normativi. Tali ritardi si ripercuotono negativamente sul sistema industriale dell’eolico nazionale, aumentando le inefficienze dovute all’incertezza e alla mancata programmazione. Oltre a mettere in pericolo un intero comparto, questi ritardi da parte delle Istituzioni nell’elaborazione di norme che regolino il settore, contribuiscono al mancato raggiungimento degli obiettivi che il Paese si è posto, sia al 2020 che al 2030.

L’eolico italiano ha tutto il potenziale per raggiungere e superare gli obiettivi fissati al 2020, è necessario però che i pubblici decisori, anche a fronte del triste dato emerso dai report WindEurope, siano più incisivi nell’impegno preso alla lotta ai cambiamenti climatici e a sostegno del settore eolico e delle rinnovabili, iniziando ad accelerare i tempi per la pubblicazione dei provvedimenti attuativi previsti e già in colpevole ritardo. Il DM che definisce contingenti e procedure di aggiudicazione per le nuove aste, che il settore attende ormai dalla fine del 2016, deve essere emanato quanto prima.

Torna in cima alla pagina Torna alla Home page Iscriviti alla mailing list