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2 ottobre 2017 (Sisifo Sostenibilità & Resilienza)

La Basilica di Assisi riduce il proprio impatto ambientale

La Custodia Generale del Sacro Convento di Assisi ha firmato un protocollo di intesa al Ministero dell'Ambiente con l’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale dell’Umbria e con Sisifo – Sostenibilità e Resilienza, volto alla realizzazione di un progetto di sostenibilità unitario del complesso monumentale comprendente le basiliche, la tomba del Santo e il convento.

La comunità religiosa del Sacro Convento di Assisi ha siglato al Ministero dell'Ambiente, alla presenza del Ministro Gian Luca Galletti, un protocollo con Arpa Umbria e Sisifo per limitare l'impatto ambientale della struttura. La comunità da sempre coltiva una spiccata sensibilità nei confronti delle azioni da avviare per la cura della casa comune: per questo da tempo ha avviato un percorso di progressiva riduzione del proprio impatto ambientale, verso stili di vita e gestione del complesso monumentale più efficienti e sostenibili.

L’amore per l’ambiente, porta con sé valore e guadagno a più livelli - spiega padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di Assisi –: innanzitutto l’abbattimento dei costi e il rendimento dell’investimento (impiegare capitali per il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale è il miglior investimento per l’uomo di oggi); poi il  contributo concreto portato, attraverso la riduzione dell’impatto sull’ambiente, alla cura della casa comune che è la terra.

Il protocollo di intesa esprime l’intenzione di rendere più organici gli interventi di miglioria nell’utilizzo delle risorse materiali ed energetiche attraverso le competenze dei due partner selezionati. Nello specifico ARPA Umbria, sotto la guida del prof. Walter Ganapini, membro onorario dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, ha già avviato le analisi dei dati sui consumi energetici ed idrici, come le analisi dei flussi di materia riguardanti l’intero complesso.

La Terra – ha dichiarato il Direttore Generale di ARPA Umbria - è un sistema finito, dotato di una capacità limitata di rigenerazione delle risorse e di assorbimento dei rifiuti e la vita di sistemi sociali ed ecologici è possibile solo riconoscendo e rispettando i vincoli posti dall’ambiente naturale. La scelta del Sacro Convento, sottintende la consapevolezza di una responsabilità condivisa. Ognuno – continua Ganapini - deve sentirsi corresponsabile della esigenza di perseguire una sostenibilità fondata su equità intra- e inter-generazionale, orientata a migliorare il tenore di vita delle popolazioni più povere della Terra e delle generazioni future. Come Agenzia Regionale di Protezione Ambientale siamo davvero onorati di mettere a disposizione le nostre conoscenze per una comunità già punto di riferimento a livello mondiale”

Il progetto trova in Sisifo  il partner ideale per la cura del coordinamento e dello sviluppo della rete dei potenziali ulteriori partner: “In effetti – ha dichiarato Giuseppe Lanzi, Amministratore Delegato di Sisifopiù che un semplice progetto, quello iniziato ad Assisi è un vero e proprio cammino, vorrei dire pellegrinaggio di conversione ecologica, che ha l’ambizione di evolversi con ulteriori soggetti fino a diventare un modello replicabile sia in altri complessi monumentali, sia in importanti strutture meta di pellegrinaggi, ma anche in diverse tipologie di comunità chiuse. Lavorare sulla tomba di San Francesco e con la Comunità dei suoi frati – conclude Lanzi – è una grande responsabilità che accettiamo con la volontà di dare il massimo.”

Il piano di sostenibilità toccherà tutte attività del Convento, partendo dalla vita della comunità dei frati, per arrivare alla accoglienza dei pellegrini fino alle attività delle Basiliche di Assisi, allo scopo di identificare le migliori tecnologie e le più efficienti modalità operative di gestione con un basso impatto ambientale.

La comunità intende recepire e diffondere iniziative di sensibilizzazione rivolte ai pellegrini e all’opinione pubblica sui grandi temi ambientali del nostro tempo e farsi luogo iniziale di sperimentazione per un vademecum che possa essere da guida e ispirazione per luoghi e comunità analoghe che vorranno intraprendere un percorso di cura della casa comune.

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