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22 marzo 2019 (Il Cosmo)

Silvestrini e l’Italia sostenibile: “Rischi climatici sempre più minacciosi sono una potente sollecitazione a cambiamento delle nostre abitudini”

Energie rinnovabili, mobilità elettrica, edilizia ecosostenibile. Intervista al Direttore scientifico di Kyoto Club, Gianni Silvestrini, che ci spiega verso quale direzione sta andando l’Italia quando si parla di cambiare le proprie abitudini a favore dell’ambiente, in tutti gli ambiti della nostra vita.

Gianni Silvestrini ha lavorato presso il Cnr e il Politecnico di Milan. È stato direttore generale del Ministero dell’ambiente ed è direttore scientifico del Kyoto Club. All’inizio dello scorso decennio, ha lanciato dal Ministero dell’ambiente il programma “10.000 tetti solari” e il servizio di car sharing Ics, anticipando la diffusione di tecnologie e soluzioni cheora si sono sviluppate in quasi tutte le città. Questi sono solo alcuni punti del curriculum del professor Gianni Silvestrini che ci spiega verso quale direzione sta andando l’Italia quando si parla di cambiare le proprie abitudini a favore dell’ambiente, in tutti gli ambiti della nostra vita.

L’Italia e le energie rinnovabili: come è messo il nostro Paese quando si parla di rapporto clima-energia? Sarà possibile ed entro quando una decarbonizzazione di tutti gli ambiti?

Le emissioni totali di gas serra italiane nel 2016 sono diminuite del 17,5% rispetto al 1990, anche se a partire dal 2014 sono tornate ad aumentare. Cosa ci dicono questi valori? Che il nostro paese è avviato sulla strada della decarbonizzazione, ma che occorre un deciso cambio di marcia per raggiungere gli obbiettivi al 2030 e quelli al 2050. Ricordiamo infatti che l’Europa dovrebbe ridurre del 40% le emissioni alla fine del prossimo decennio e che questo target verrà molto probabilmente alzato. Lo scorso 14 marzo il Parlamento Europeo ha infatti richiesto non solo che il taglio delle emissioni al 2030 venga portato al 55% ma che si arrivi a metà secolo ad una Europa “carbon neutral”. Si tratta di uno sforzo gigantesco che riguarda tutti i comparti di un’economia che dovrà essere in grado di funzionare con emissioni nette nulle al 2050. Ci riusciremo? Certamente la rapidissima evoluzione di alcune tecnologie delle rinnovabili, pensiamo al fotovoltaico che ha visto una riduzione dei prezzi del 90% nell’ultimo decennio, rendono molto più facile l’abbandono dei fossili. Nel 2030 in Italia, come in Europa, oltre la metà dell’elettricità verrà infatti dalle rinnovabili. E anche nella mobilità elettrica assisteremo ad un rapido calo dei prezzi che renderà convenienti le auto elettriche. Già alcuni paesi, Francia, Regno Unito, Svezia, Olanda e Norvegia hanno fissato una data (tra il 2030 e il 2040) oltre la quale non si potranno più vendere auto a benzina o diesel.

Leggi l'intervista completa su Il Cosmo

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