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28 gennaio 2019

Lanciamo l’agro-fotovoltaico in Italia

Diversi studi esteri hanno valutato l’abbinamento del solare con l’agricoltura. Anche in Italia sarebbe importante sperimentare le potenzialità dell’agro-fotovoltaico. L'editoriale di Gianni Silvestini, Direttore scientifico di Kyoto Club, su QualEnergia.it.

Kartoffeln unterm Kollektor (Patate sotto i pannelli), questo il titolo suggestivo di un articolo scritto nel 1981 da Adolf Goetzberger, fondatore del Fraunhofer Institute, nel quale si teorizzavano i vantaggi dell’abbinamento del solare con l’agricoltura.

Questa idea è stata poi studiata in contesti diversi. Nel 2010 un ricercatore francese, Christian Dupraz, avviò una sperimentazione affiancando un terreno coperto totalmente da moduli con un altro coperto solo parzialmente, riscontrando che quest’ultimo garantiva rese analoghe rispetto ad un campo di riferimento.

Non solo, ma in un’altra prova si è constatata una minore evapotraspirazione, un risultato importante in zone con scarse risorse irrigue.

Nel 2016 il Fraunhofer Institute ha effettuato un’altra sperimentazione, questa volta con i moduli fotovoltaici installati su supporti elevati in modo da non disturbare le attività agricole.

Sia la resa agricola che quella solare sono risultate pari all’80% rispetto alle condizioni di un suolo senza solare e di un terreno destinato solo al fotovoltaico. Visti i positivi risultati, il Fraunhofer sta ora testando lo stesso approccio in zone semiaride del Cile e in abbinamento a  processi di acquacultura in Vietnam.

E veniamo all’Italia. Considerata la necessità di installare nel prossimo decennio diverse migliaia di MW fotovoltaici su terreni, sarebbe interessante esplorare le potenzialità dell’agro-fotovoltaico anche nel nostro paese. Si potrebbe così ricoltivare terreni abbandonati, garantendo anche un positivo impatto occupazionale.

Come procedere?

Si dovrebbero fare delle sperimentazioni in zone agricole marginali del Sud per ottenere indicazioni utili sulle specie con maggiori rese per poi passare ad installazioni di larga scala.

Se si desse la priorità nelle aste agli interventi di questo tipo, magari prevedendo anche il pompaggio solare per rendere irrigui i campi, si aprirebbero interessanti opportunità su fronti inesplorati.

Leggi l'articolo su QualEnergia.it

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