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1 febbraio 2019 (La Stampa.it)

Alessandro Gassmann lancia #Green Heroes: storie di buona economia e buon ambiente

Il popolarissimo attore romano, con l’aiuto degli esperti del Kyoto Club, diffonderà ogni venerdì le storie di persone e imprese che con il loro lavoro hanno messo in piedi attività eco sostenibili e fanno bene al futuro del pianeta.

L’economia verde fa bene al pianeta Terra, ma anche crea tante occasioni di lavoro e di reddito. «Eppure tutto questo molte persone non lo sanno. Quando si parla di tematiche verdi c’è ancora chi storce il naso, chi dice che i problemi veri sono altri. Molti non sanno ancora quanto sia remunerativa la sostenibilità». Parla parlare è Alessandro Gassmann, che ha deciso di promuovere, attraverso il suo account Twitter, ogni settimana un “eroe verde”. Il progetto si chiama #GreenHeroes, e diffonderà le storie di chi, aziende, comunità, singoli individui, porta avanti attività sostenibili, ecologiche, ma anche remunerative.

Che cos’è Green Heroes e qual è il senso dell’iniziativa?

«Ogni settimana diffonderò tramite il mio account Twitter un Green Hero: qualcuno impegnato da tempo e con successo a fare lavoro, produrre e dare lavoro non rovinando il Pianeta, ma difendendolo. Nel mio piccolo farò conoscere queste persone. Forse divulgando questi esempi si può dare coraggio ad altri, per investire in economia verde e cambiare».

Di chi parlerete? E su che base sono scelti gli “eroi verdi”?

«Parleremo d’Italia. Di chi fa queste cose in Italia. Sono tutte persone contemporanee, viventi, che stanno producendo futuro in questo momento. È un’iniziativa con base scientifica: grazie agli esperti e agli scienziati del Kyoto Club, divulgheremo la storia di una persona, società, azienda che oltre a lavorare e fatturare bene garantisce un futuro migliore per tutti noi».

L’intento è far capire che la green economy è anche remunerativa?

«Sì. È il tentativo di far capire alle persone che se tu investi il tuo tempo, il tuo danaro, la tua intelligenza in qualsiasi tipo di mestiere che abbia anche un valore verde non solo contribuisci a salvare il Pianeta ma hai anche più possibilità di guadagnare. Cerchiamo di dare dei messaggi positivi e semplici che scuotano le persone non informate. Vorremmo far capire che non sono cose marginali, ma si tratta di un tema centrale; a mio parere dovrebbe essere il tema più importante per tutti visto che di Pianeta ne abbiamo uno solo».

E qual è il suo ruolo in questa avventura?

«Io sono lo specchietto per le allodole: sono sui social e sono seguito, perciò intendo fare da megafono. E chiederò anche ad altri personaggi pubblici, dello spettacolo, della cultura e dello sport, di partecipare, dando visibilità a coloro che stanno facendo del bene al Pianeta. Mi auguro che la cosa si allarghi anche ad altre persone, che capiscano l’importanza di questa piccola missione».

Com’è partita l’iniziativa?

«Annalisa Corrado, ingegnere meccanico e responsabile tecnica di Kyoto Club e di AzzeroCO2, mi ha contattato perché vedeva che spesso mandavo tweet che riguardavano l’ecologia. Da lì è nata questa collaborazione, che non è politica ma scientifica. Abbiamo fatto una riunione a Roma al Kyoto Club, dove alcuni scienziati mi hanno spiegato molte cose. Non è un movimento politico, la cura del Pianeta non deve avere un colore politico; deve avere solo un briciolo d’intelligenza e attenzione in più. Sono convinto che questa si trovi sia a sinistra che a destra che al centro».

Che ruolo ha il Kyoto Club?

«I membri del Kyoto Club sono parte integrante di questa idea. Non essendo io uno scienziato, dunque “ignorante” in materia, posso solo leggere e affidarmi a chi ha studiato. Io voglio solo diffondere cose di cui loro parlano con cognizione di causa. Loro sono la base scientifica».

C’è bisogno di informare di più, secondo lei?

«Direi di sì. Soprattutto in un momento in cui la politica mondiale sta facendo passi indietro con personaggi come Trump. I vecchi interessi economici stanno cercando di tarpare le ali ad una nuova economia, quindi credo sia importante almeno cercare di far capire che con l’economia verde si guadagna di più. Il populismo in qualche maniera ha invaso e annacquato quella che secondo me dovrebbe essere la tematica primaria per tutti quanti, cioè la sopravvivenza del Pianeta e delle generazioni future».

Sta scoprendo realtà positive?

«Me le stanno facendo scoprire, sì. Il fatto stesso che sia comprovato che lavorare con la green economy sia più remunerativo che farlo con la old economy è una cosa che io non sapevo. Abbiamo già una lista di eroi selezionati, meritori di essere inseriti. Io sono soltanto il megafono; sto imparando, sto scoprendo realtà che non conoscevo».

Come definirebbe il progetto?

«È un’iniziativa con una base scientifica. Secondo me l’errore in Italia, dove il movimento Verde ha numeri infinitesimali rispetto ad altri Paesi europei, è che se ne è fatta una questione di colore politico. In realtà il movimento verde dovrebbe essere apolitico, scientifico».

Dove e quando presenterete i Green Heroes?

«La prima uscita è oggi, venerdì primo febbraio. Usciremo tutti i venerdì. Tutti i green fridays. Ogni venerdì dal mio account twitter, come il pesce fresco. Un giorno giusto per uscire».

L'articolo su La Stampa Tuttogreen

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