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12 febbraio 2018 (Greenreport.it)

Sì alla carbon tax e via i sussidi ai combustibili fossili: da qui 23 miliardi di euro per l’Italia

Che cosa potrebbe succedere se tutti gli aiuti di stato ai combustibili fossili venissero cancellati di colpo? che impatto avrebbe tutto questo sulle emissioni globali di CO2? Uno studio pubblicato dalla rivista "Nature" ha provato a rispondere alla domanda. E le conclusioni non sono affatto scontate.

La rimozione di sussidi alle fonti fossili a livello globale produrrebbe, entro il 2030, una diminuzione delle emissioni di CO2 compresa tra l’1 e il 5%, pari a una quantità compresa tra 0,5 e 2 miliardi di tonnellate di CO2: un numero inferiore agli impegni dell’accordo di Parigi che richiede una diminuzione di 4-8 miliardi di tonnellate di CO2, e che comunque non permetterebbe di rimanere sotto i 2°C.

A sostenerlo è una ricerca pubblicata dalla rivista "Nature", dal titolo Limited emission reductions from fuel subsidy removal except in energy-exporting regions.

Lo studio parte da una domanda: quale sarebbe l'impatto sulle emissioni golbali climalteranti derivante dall'eliminazione di tutti i sussidi statatli ai combustibili fossili?

Eliminare i sussidi non è una scelta sbagliata. Ma da sola non basta, dice chiaramente lo studio: infatti "La tassazione della CO2 rimane uno strumento fondamentale" aggiungono i ricercatori che hanno curato il report.

Una delle possibili soluzioni, sostiene un articolo uscito sulla testata Greenreport.it, è "una carbon tax (ovvero la tassazione della CO2 auspicata anche dal Cmcc) pari a 20 €/t, come recentemente ipotizzato dal direttore scientifico del Kyoto club Gianni Silvestrini, che permetterebbe di ridurre l’emissione di gas serra e al contempo recuperare gettito per altri 8 miliardi di euro – anch’essi reinvestibili nel perseguimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale".

Leggi l'articolo du Greenreport.it

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