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8 novembre 2017 (Il Sole 24 Ore)

L'Accordo di Parigi ha dato la scossa, ma serve una decisa accelerazione

Ad un anno dall'entrata in vigore dell'Accordo di Parigi, a che punto sono le politiche climatiche messe in campo dai principali Paesi? La situazione appare disomogenea: se da una parte alcuni Paesi, come la Cina, hanno accelerato le politiche ambientali, dall'altra gli Usa minacciano di uscire dall'accordo. Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto Club, ne parla a Il Sole 24 Ore.

È passato un anno dalla ratifica dell'Accordo di Parigi. In quest'arco di tempo, quali sono i cambiamenti più importanti avvenuti nei Paesi chiave?

La situazione appare frastagliata: da una parte abbiamo notizie positive dalla Cina, che tra il 2016 e il 2017 ha installato metà della potenza fotovoltaica mondiale raggiungendo gli obiettivi fissati al 2020, e dall'India, che negli ultimi anni ha decelerato le emissioni fossili. Dall'altra ci sono gli Usa, con la posizione di chiusura del presidente Donald Trump verso le politiche ambientali. Delle posizioni, però, che "hanno generato per reazione un attivismo climatico da parte di imprese, città e Stati che potrebbe compensare l’offuscamento delle politiche federali".

Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto club, analizza su Il Sole 24 Ore lo status delle politiche climatiche nei principali Paesi a due anni dall'approvazione dell'Accordo di Parigi.

Leggi l'articolo su Il Sole 24 Ore

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