Icona termometro del mondo
Temperatura del mondo a agosto 2019
Icona prezzo del petrolio
18 novembre 2019
Prezzo del petrolio (Nymex): 57,68 $/bbl
Icona prezzo del carbonio
18 novembre 2019
Prezzo del carbonio (EU): 23,43 €/tCO2
Documentazione > comunicati

torna alla lista comunicati

10 ottobre 2019

Cambiamenti climatici, l’emergenza del clima è una realtà non un’opinione

Sulla crisi climatica è tempo di agire, senza confondere le idee. Serve una buona e corretta informazione. La petizione lanciata lo scorso 4 ottobre da Annalisa Corrado, Responsabile attività tecniche di Kyoto Club, insiste sul rispetto della verità, scientificamente dimostrata, sui cambiamenti climatici e sul rischio che tutti corriamo. Firma anche tu la petizione!

La crisi climatica è ormai una minaccia globale e la comunità scientifica, nazionale e internazionale, riconosce all’unanimità la responsabilità delle attività antropiche sulle alterazioni del clima del nostro pianeta. Se non si interviene radicalmente, e in tempi rapidi, si determinerà un contesto sempre più disastroso con condizioni ostili per le società umane. È per questo che i governi mondiali, incluso quello italiano, si sono impegnati ad affrontare l’emergenza climatica con l’Accordo di Parigi, sottoscrivendo obiettivi per una decarbonizzazione dell’economia entro il 2050.

Eppure oggi assistiamo ancora a episodi di disinformazione, leggiamo titoli di giornale fuorvianti, in cui sono proposte affermazioni sul riscaldamento globale che la comunità scientifica ha da tempo confutato.

Annalisa Corrado, Responsabile attività tecniche di Kyoto Club, sottolinea che “non esiste nessuna par condicio tra la scienza e le teorie già confutate da anni dalla comunità scientifica. Il 98% degli scienziati non ha dubbi, i cambiamenti climatici di natura antropocentrica sono un’emergenza da affrontare, non un’opinione o un dibattito: dare il medesimo spazio mediatico alle tesi scientifiche e a quelle negazioniste, sostenute dal 2% della comunità scientifica internazionale, non fa altro che prolungare l’agonia e contribuire alla diffusione di vere e proprie bufale. Con questa petizione non chiediamo una censura ma il rispetto della verità sui cambiamenti climatici e sui rischi che tutti corriamo se non agiamo subito per contrastarli. Vogliamo più etica professionale su temi rilevanti come quello dell’emergenza climatica”.

“Quando si parla di clima è importante riferirsi a risultati pubblicati su riviste internazionali, trattandosi di risultati controllati da una procedura di revisione da parte di altri esperti, che consente di considerarli risultati scientifici e non semplici opinioni”, spiega Antonello Pasini, climatologo e ricercatore del CNR, tra i primi firmatari della petizione. Su Le Scienze Blog, nella sua rubrica “Il Kyoto Fisso”, Pasini scrive che in Italia avremmo bisogno di più cultura scientifica per poter comprendere di cosa si parla quando parliamo di clima.  “Nella situazione attuale, non credo che in Italia ci meritiamo questo tipo di disinformazione sui media”, insiste Pasini. Infine, citando la petizione, sottolinea che “è chiaro che non si tratta assolutamente di censura: questi signori possono esprimere liberamente le loro opinioni, come facciamo tutti quanti al bar, ma non devono essere presentati sui media come esperti! Queste sono operazioni di disinformazione a danno di tutti”.

Francesco Ferrante, Vicepresidente di Kyoto Club, spiega che “negazionismo significa negare, senza argomentare, le evidenze conclamate da un’intera comunità scientifica come ha fatto recentemente Franco Prodi. Rovesciare le tesi dell’IPCC, che ci dice che il cambiamento climatico è causato dalle attività umane, rappresenta una posizione ‘pro fossili’ che non aiuta l’accelerazione sulle politiche ambientali verso una transizione energetica e una decarbonizzazione della nostra economia”.

“Con questa petizione – ha detto Gianni Silvestrini, Direttore scientifico di Kyoto Club - ci associamo all’atteggiamento dei grandi media inglesi che non danno spazio ai negazionisti del clima perché, in questo momento, la situazione è così grave che dobbiamo evitare di seminari dubbi tra la gente, e perché la scienza non è divisa su questo tema. Si deve discutere e fare chiarezza sui percorsi che aiutano ad evitare i rischi di una evoluzione catastrofica del cambiamento del clima”

Firma anche tu la petizione!

Scarica il comunicato (pdf)

Torna in cima alla pagina Torna alla Home page Iscriviti alla mailing list