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10 luglio 2019

Clima, l'Italia spende più di 19 miliardi di euro in incentivi ambientalmente dannosi

Secondo il Ministero dell’Ambiente, nel nostro Paese i sussidi destinati a settori ambientalmente dannosi sono superiori a quelli favorevoli di circa 4 miliardi di euro. Francesco Ferrante (Kyoto Club): “È tempo di scelte politiche coraggiose sui sussidi alle fossili”.

Clima e ambiente non sono mai state, se non in rare eccezioni, delle priorità per il nostro Paese, e lo dimostra anche il fatto che nel 2017 i sussidi ambientalmente dannosi sono aumentati rispetto all'anno precedente.

Lo stima il Ministero dell'Ambiente, che ha recentemente pubblicato sul proprio sito il nuovo "Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli" uscito con oltre un anno di ritardo. Secondo i ricercatori, nel 2017 i sussidi "ambientalmente dannosi" hanno raggiunto quota 19,3 miliardi, di cui ben 16,8 miliardi destinati al settore fossile. Al contrario, i sussidi favorevoli all'ambiente sono 15,2 miliardi, mentre quelli "neutri" ammontano a quota 6,5 miliardi.

Secondo la scorsa edizione del report, nel 2016 i sussidi ambientalmente dannosi erano stimati a 16,16 miliardi di euro: questo significa che l’Italia ha speso oltre 3 miliardi di euro in più per sostenere attività dannose per l’ambiente, al netto dei sussidi volti a ridurre l’impatto ambientale della nostra economia - rimasti sostanzialmente stabili.

“Seppur con molto ritardo, abbiamo finalmente a disposizione il Catalogo preparato dal Ministero dell’Ambiente. L’ordine di grandezza della quantità dei sussidi ambientalmente dannosi e in particolare di quelli destinati a sostenere i fossili era peraltro già nota e non c’è stata alcuna sorpresa ­– dichiara il Vicepresidente di Kyoto Club Francesco Ferrante ­– Ora però davvero non ci sono più scuse: è venuto il momento delle scelte politiche. Si sa tutto, si tratta di muoversi con decisione e fermezza verso un’economia low carbon, che seppur con la gradualità e l’attenzione necessaria alle sue implicazioni sociali, preveda la riduzione e infine l’eliminazione di tutti questi sussidi in modo da liberare risorse per detassare il lavoro e le imprese e sostenere davvero un’economia innovativa, circolare e densa di futuro”

Scarica il comunicato (pdf)

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