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9 dicembre 2019

Una compagnia navale di spedizioni tra le 10 principali aziende inquinanti in Europa. Per ridurre le emissioni di CO2 serve inserire il trasporto marittimo nel sistema ETS

Sono i risultati del report del network Transport & Environment reso pubblico oggi, che dimostra come il trasporto marittimo europeo abbia notevoli emissioni di CO2 e deve contribuire come tutti i settori alla riduzione delle emissioni climalteranti ed alla decarbonizzazione dei trasporti.

Secondo lo studio di T&E sono circa 11 milioni le tonnellate di CO2 emesse nel corso dell’anno dalla compagnia di spedizioni marittime Mediterranean Shipping Company (MSC), secondo i dati ufficiali sulle emissioni. La sua flotta di container che trasporta merci e beni di consumo, che vanno dall'elettronica e frutta fresca a vestiti e giocattoli, figura tra i principali 10 aziende inquinanti  a livello europeo. La classifica delle imprese più “fossili” è occupata da centrali a carbone e dalla compagnia aerea low-cost Ryanair – al decimo posto. È questa la sintesi dello studio di Transport & Environment (T&E): il rapporto lanciato oggi, lunedì 9 dicembre 2019, mostra che MSC sarebbe l'ottavo emittente più pesante se il settore marittimo facesse parte del sistema di scambio di quote ETS di emissioni dell'UE.

Nel complesso il trasporto marittimo lo scorso anno, con le navi container da e verso l'Europa, ha emesso oltre 139 milioni di tonnellate di CO2: questo significa che se il settore del trasporto marittimo fosse un paese, sarebbe l'ottavo inquinatore più grande dell'Unione Europea.

E fatto ancora più grave e' che la navigazione, sia per le merci che per le grandi navi da crociera,  è l'unico settore senza obbligo di riduzione delle emissioni di CO2 e non paga per il suo inquinamento da carbonio.

Inoltre il settore marittimo è esonerato dal diritto della UE dal pagamento di tasse sul suo combustibile, che si traduce in una sovvenzione effettiva del valore di 24 miliardi di euro all'anno, come ha stimato il rapporto di T&E. [1]

Questi numeri dimostrano il peso ambientale negativo per le emissioni di CO2 del trasporto  marittimo  e gli ingiustificati privilegi di cui gode il settore che non viene indotto a cambiare, a ridurre le emissioni ed a contribuire alla decarbonizzazione dei trasporti.

La nuova Presidente della Commissione Europea si è impegnata a portare le emissioni dei trasporti marittimi internazionali nel sistema di scambio delle emissioni del blocco (ETS) per contribuire a rendere l'Europa neutrale in termini di emissioni di carbonio. T&E ritiene che questo sia un primo passo essenziale per frenare l'impatto sul clima del settore. Tuttavia, saranno necessarie ulteriori misure, tra cui uno standard di CO2 che le navi potranno emettere durante il funzionamento, per accelerare l'utilizzo di carburanti e tecnologie a zero emissioni di carbonio nel settore marittimo.

Secondo la responsabile di T&E per l’Italia, Veronica Aneris, “non è più possibile continuare ad ignorare l’impatto ambientale delle navi. È tempo, per il settore marittimo, di fare la sua giusta parte nella mitigazione del cambiamento climatico. I governi nazionali devono supportare l’impegno annunciato dalla Presidente della Commissione, Ursula Von der Leyen, e dal Parlamento UE, a portare le emissioni climalteranti delle navi all’interno del sistema ETS per rendere possibile il raggiungimento dell’Accordo di Parigi sul clima.”

Note per l’editore:

[1] Transport & Environment, EU shipping's €24bn-a-year fossil tax holidays, (2019).

https://www.transportenvironment.org/publications/eu-shippings-%E2%82%AC24bn-year-fossil-tax-holidays

Scarica il comunicato stampa (pdf)

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