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29 novembre 2018

L’Economia Circolare, a che punto siamo in Italia?

Una ricerca di Ambiente Italia presentata oggi a Roma, risultato del lavoro del Gruppo "Riciclo e Recupero" di Kyoto Club, illustra come il nostro Paese stia realmente passando dall’economia lineare dello spreco all’economia circolare della rivalorizzazione.

Un settore che dà lavoro a più di 575 mila persone e che vale oggi 88 miliardi di fatturato, 22 miliardi di valore aggiunto, ossia l’1,5% del valore aggiunto nazionale. Sono questi i numeri dell’economia circolare in Italia, come emerge dalla ricerca “L’economia circolare in Italia - la filiera del riciclo asse portante di un’economia senza rifiuti”, presentata oggi a Roma e curata dall’esperto ambientale Duccio Bianchi di Ambiente Italia, a seguito dei lavori svolti dal Gruppo di Lavoro "Riciclo e Recupero"di Kyoto Club.

Lo studio, commissionato da Conai con i consorzi nazionali per il riciclo degli imballaggi (Cial, Comieco, Corepla, Ricrea) e dal Gruppo Cap, il gestore del servizio idrico della città metropolitana di Milano, presenta un’analisi completa che risponde ai numerosi quesiti relativi all’effettiva diffusione nel nostro Paese di un sistema industriale, produttivo e sociale non più votato allo spreco ma alla circolarità di beni e prodotti.

Un momento del Convegno
Convegno di presentazione della ricerca "Economia circolare in Italia" (Roma, 29 novembre 2018)

La filiera del riciclo - spiega la ricerca - rappresenta il cuore dell’economia circolare, tanto che essa non riguarda solo ciò che succede dopo la produzione e il consumo di un bene ma parte dalla progettazione a monte di un sistema più efficiente riguardo all'uso delle risorse. Prevede innanzitutto che vengano utilizzate in maniera consistente le fonti e le risorse rinnovabili, elemento centrale della sostenibilità, e che sia chi produce sia chi consuma diventino responsabili del ciclo di vita del prodotto.

Il sistema Conai, che con i consorzi di filiera Cial, Comieco, Corepla e Ricrea ha sostenuto la ricerca, è oggi protagonista dell’economia circolare, rappresentando un esempio in Europa e un modello virtuoso che in circa vent’anni ha garantito l’avvio al riciclo di oltre 55 milioni di rifiuti di imballaggio e permesso di evitare la costruzione di oltre 130 nuove discariche.

In Italia, solo nel 2017 è stato avviato a riciclo il 67,5% dei rifiuti di imballaggio immessi al consumo sull’intero territorio nazionale, per un totale di 8,8 milioni di tonnellate di rifiuti, valore in crescita del 3,7% rispetto al 2016. Considerando anche la quota di imballaggi destinata a recupero energetico, lo scorso anno 10,2 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio sono stati valorizzati. Ciò significa che otto imballaggi su dieci sono oggi sottratti alla discarica e trasformati in nuove materie prime ed energia da reimmettere nei cicli produttivi.

Il nuovo pacchetto di direttive europee sull’economia circolare segna un passaggio importante anche per il sistema di gestione dei rifiuti di imballaggio in Italia fissando ambiziosi obiettivi di riciclo al 2025 e 2030. L’Italia è già sulla buona strada: con il 67,5% raggiunto nel 2017 ha già superato il nuovo target europeo fissato per il 2025 e non è distante dall’obiettivo del 70% da raggiungere entro il 2030.

Executive summary (pdf)

comunicato stampa (pdf)

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