


27 Gennaio 2012
La Commissione Lavori pubblici e Politica della casa del Consiglio regionale del Lazio ha approvato le modifiche al regolamento in materia di certificazione energetico/ambientale degli edifici; la Giunta Regionale dovrebbe approvare a breve lo schema di delibera, così da dare, finalmente, il via alla procedura di certificazione energetica e ambientale.
Rispetto alle leggi regionali finora emanate in Italia e, in particolare, in riferimento a quelle che vengono correntemente applicate il regolamento, che sarà adottato dalla Regione Lazio si differenzia perché è l’unico, oltre a quello del Friuli Venezia Giulia, che mette insieme le due certificazioni oggi ottenibili per dimostrare il grado di rispetto dell’ambiente di un edificio.
I sistemi di certificazione ambientale (CSA) degli edifici
La Regione Lazio, come tante altre Regioni, si ispira ai criteri stabiliti dal Protocollo Itaca nazionale, che si organizza in 5 aree di valutazione, 19 categorie e 34 criteri. Tuttavia, il Protocollo regionale sulla bioedilizia è più sintetico.
Esso prevede sì le 5 aree di valutazione (Qualità del sito, Consumo di risorse, Carichi ambientali, Qualità ambientale indoor e Qualità del servizio), ma valuta solo 10 categorie e 15 criteri, ciascuno dei quali espressi attraverso indicatori di prestazione, che, opportunamente pesati, daranno un punteggio di valutazione finale compreso tra -1 e 5. La CSA, ricordiamo, sarà obbligatoria nel caso un cui si desideri accedere a incentivi di diverso tipo e per tutti gli edifici di proprietà della Regione Lazio.
Bisogna però sottolineare la netta differenza esistente tra l’applicazione del Protocollo regionale sulla bioedilizia e l’applicazione del Protocollo ITACA nazionale.
Nel primo caso, il soggetto che certifica e si assume tutte le responsabilità è il certificatore, e chi controlla è l’organismo di controllo predisposto dalla Regione Lazio.
Nel secondo caso, invece, il professionista, che può avere acquisito il titolo di Esperto Protocollo ITACA, frequentando un specifico corso e superando l’esame, non è un certificatore nei confronti del committente, ma l’esperto che supporta il progettista/committente per poter raggiungere i punteggi desiderati.
L’ente che certifica a livello nazionale è l’ESIT, Edilizia Sostenibile Italia, formato dal ITC CNR e da IISBE Italia. Il marchio ESIT, quindi, è un marchio di qualità, utile a imprese e costruttori che desiderano dimostrare al mercato i loro impegni per l’ambiente.
E’ chiaro che l’esperto Protocollo ITACA iscritto all’elenco della Regione Lazio potrà certificare gli edifici e assumersi le responsabilità che spettano al certificatore.
Un approfondimento (in allegato pdf) a cura dell'Arch. Patricia Ferro, Responsabile Formazione Kyoto Club.
[Regione Lazio: a breve la certificazione energetica e ambientale degli edifici (pdf)]