


08/04/2010
Dal 1° gennaio 2011 entrerà in vigore una direttiva europea che vieta la produzione e la commercializzazione di buste di plastica non biodegradabili. Anche il nostro paese sta iniziando ad abbandonare i sacchetti di plastica e molti supermercati hanno iniziato a distribuire ai propri clienti quelli ecologici che non inquinano e rispettano l’ambiente.
Si stanno moltiplicando, inoltre, le iniziative per informare i consumatori e a Roma l’Ama ha già distribuito mezzo milione di carta riciclata.
Secondo il Consorzio per la raccolta, il riciclaggio e il recupero di imballaggi in plastica (CoRePla) ogni anno in Italia vengono prodotte 220 mila tonnellate di buste di plastica. Per ottenere questa quantità servono 450 mila tonnellate di petrolio, più o meno il consumo annuo di 190 mila automobili, con una emissione in atmosfera di circa 500 mila tonnellate di CO2.
Produrre plastica, infatti, significa inquinare e aumentare la nostra dipendenza da una fonte di energia destinata a finire.
Le buste di plastica una volta arrivate nelle mani dei consumatori hanno vita breve e molto spesso vanno a finire in discarica o disseminate nell’ambiente, rilasciando sostanze inquinanti.
Esistono, invece, le buste ecocompatibili (per esempio di tela o di cartone, in carta riciclata o di materiali biodegradabili) che tornano alla terra senza inquinare.
Video a cura della Web Tv dell'Enea.
Servizio di Stefania Marconi.
[top] [home] [iscriviti alla newsletter]