Icona termometro del mondo
Temperatura del mondo a Maggio 2014
Icona prezzo del petrolio
23 Luglio 2014
Prezzo del petrolio (NYC): 102,10 $/bbl
Icona prezzo del carbonio
23 Luglio 2014
Prezzo del carbonio (EU): 6,19 €/tCO2
Bandiera ItalianaEnglish Flag

NASCONDI IL PANNELLO DI RICERCA

Documentazione > news dai soci

[tutte le news dai soci] [le news da ReFeel]

1 Marzo 2011 (ReFeel)

Appello ReFeel contro il DL di recepimento della direttiva comunitaria per la promozione delle fonti rinnovabili

ReFeel richiede la modifica del testo sul fotovoltaico presente nel decreto di recepimento della direttiva comunitaria per la promozione delle fonti rinnovabili per garantire continuità al settore.

ReFeel spa, operatore energetico integrato da fonte rinnovabile, richiede la modifica del testo sul fotovoltaico presente nel DL di recepimento della direttiva comunitaria per la promozione delle fonti rinnovabili per garantire continuità al settore. Si chiede in particolare la revisione del contenuto previsto all’art. 8 comma 4 e 5 e art. 23 comma 11 lettera d), considerato anticostituzionaleda numerosi esperti oltre che in contrasto con il terzo conto energia e le linee guida nazionali.

ReFeel, così come gli altri operatori del settore e tutti coloro che hanno a cuore lo sviluppo delle energie da fonte rinnovabile, reputa necessario evitare l’approvazione del testo che sospende gli incentivi al raggiungimento degli 8.000 MWp installati.
Essendo previsto questo raggiungimento entro l’estate, un simile testo porterebbe a un blocco immediato da parte delle banche dei finanziamenti per i nuovi impianti con il conseguente stop del mercato e una inevitabile crisi del settore.

Risulta opportuno ricordare i vantaggi del fotovoltaico che ha coperto in poco più di due anni una quota del fabbisogno di energia elettrica nazionale pari a circa il 3%: nessun’altra tecnologia energetica è in grado di raggiungere simili obiettivi in così breve tempo. Inoltre il fotovoltaico produce nei pressi del punto di consumo, riducendo drasticamente le perdite di trasporto dell’energia elettrica. Il fotovoltaico è poi la fonte energetica distribuita per eccellenza e proprio per questo ha consentito la creazione di decine di migliaia di posti di lavoro. Nel 2010 le aziende italiane attive nel fotovoltaico hanno raggiunto un fatturato totale di circa 40 miliardi di euro, contribuendo al PIL nazionale per oltre il 2%.

Senza il Conto Energia molte aziende avrebbero chiuso. Quindicimila lavoratori rischierebbero così di perdere il posto di lavoro e un indotto che occupa altre 100.000 persone sarebbe fortemente colpito.

Bisogna anche sottolineare che è falsa la credenza secondo cui gli incentivi del Conto Energia vanno soprattutto ad aziende straniere. E’ vero che i moduli fotovoltaici arrivano prevalentemente dall’estero - lo Stato non ha supportato, diversamente da quanto avvenuto in altri Paesi, una filiera industriale nazionale, oggi limitata a un 10% circa del totale - ma gli stessi moduli sono distribuiti da aziende soprattutto italiane. Tutti gli altri componenti sono costruiti in gran parte in Italia: inverter, strutture di supporto, cavi, quadri elettrici, recinzioni, sistemi di monitoraggio, pari a oltre il 55% del costo totale d’impianto. Esiste anche un indotto importantissimo che comprende la componentistica per la produzione dei materiali sopra citati, moduli inclusi, studi tecnici, imprese edili e molto altro ancora. Sono italiane ad esempio alcune aziende leader mondiali di produzione di macchinari per la realizzazione di celle fotovoltaiche.

Il Conto Energia ha consentito lo sviluppo di aziende italiane che stanno aprendo filiali all’estero: l’Italia non è terra di conquista, ma un Paese in grado di esportare tecnologia e know-how.
Lo sviluppo all’estero sarà possibile però solo se si garantirà la continuità del quadro normativo, come raccomandato lo scorso 31 gennaio dalla Commissione Europea che ha invitato gli Stati membri a sostenere le politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili, scoraggiando esplicitamente strumenti normativi retroattivi, causa di incertezza sul mercato e di congelamento degli investimenti.

In prospettiva i costi saranno sempre minori grazie alle graduali riduzioni delle tariffe per i nuovi impianti poiché, non aggiornandosi con l’inflazione, ridurranno moltissimo il loro valore reale negli anni. Il costo in bolletta sarà inferiore a 10 Euro/anno a famiglia al netto degli introiti a favore dello Stato. Inoltre la collettività continua a confermare dai sondaggi di essere disposta a spendere di più in bolletta per sostenere il fotovoltaico. Gli italiani hanno pagato dal 1992 a oggi cifre ben superiori per supportare la produzione elettrica da cogenerazione e fonti assimilate, spesso inquinanti e sempre con immensi guadagni spartiti tra i pochi operatori presenti. Il fotovoltaico va invece a beneficio di migliaia di società e centinaia di migliaia di autoproduttori che oggi sono già 200.000.

In Italia c’è la possibilità di arrivare a 20.000 MWp e oltre di fotovoltaico che garantirebbe l’8% circa di copertura del fabbisogno energetico totale annuale.
I report internazionali indicano il nostro come il primo Paese dove sarà raggiunta la così detta grid parity. Ma, se venisse approvato questo decreto, il mercato nazionale andrebbe nelle mani degli operatori stranieri, che nei loro paesi creeranno filiere industriali, finanziare e tecnologiche strategiche, mentre qui avremo interrotto un circolo virtuoso che è considerato il principale stimolo alla riprese economica mondiale.

In allegato (pdf) l'appello ReFeel.


[Appello ReFeel (pdf)]

Torna in cima alla pagina Torna alla Home page Iscriviti alla mailing list

condividi