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17 Novembre 2011
L’incontro è dedicato soprattutto alla presentazione dell’ultimo libro di Scheer, dal titolo “Imperativo EnergEtico”, edito da Edizioni Ambiente (Collana Kyoto Books). Un libro in cui il padre della legge tedesca sulle rinnovabili elabora con maggiore convinzione la sua strategia di un futuro per la Germania e per l’Europa basato toalmente sulle fonti rinnovabili.
“Hermann Scheer – ha detto Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club - era un visionario che abbinava la capacità di guardare lontano nel campo energetico alla concretezza nella definizione degli strumenti più adatti a favorire la diffusione delle rinnovabili”. “Scheer - continua Silvestrini - riteneva che le fonti rinnovabili potessero avere un ruolo chiave nella democratizzazione della società e, nel giro di pochi decenni, riuscire a soddisfare tutti i fabbisogni energetici del pianeta”.
Questa visione, considerata eretica fino a qualche anno fa, adesso comincia ad essere al centro di molti studi. Due di questi, commissionati proprio dal governo tedesco, dimostrano che sia pressoché fattibile uno scenario “100% rinnovabile” al 2050.
“Proprio alla luce di tali studi – ha sottolineato Silvestrini - il governo tedesco, anche prima della vicenda di Fukushima, aveva adottato un obiettivo al 2020 del 35% di elettricità generata da rinnovabili. Ma ben più ambiziosi traguardi sono quelli di arrivare a soddisfare al 2030 il 50% della domanda elettrica tedesca con le rinnovabili, per passare entro il 2050 ad almeno l’80%. Si tratta di target che probabilmente verranno innalzati e che dimostrano come la visione di Scheer diventi ormai la politica di un governo”.
“Un altro elemento interessante della visione dell’autore tedesco - ha concluso Silvestrini - è lo stretto legame tra la diffusione delle fonti rinnovabili e la spinta al decentramento e al controllo dal basso dell’energia, un modello che porterebbe ad importanti implicazioni di carattere politico-sociale”.