
Premessa
Partito nel mese di novembre 2005 con il contributo
finanziario del Ministero dell'Ambiente e con la collaborazione di ANCI, UPI e
Coordinamento Agende 21 Italiane, il progetto è finalizzato a sperimentare con
le Amministrazioni Pubbliche Locali i meccanismi di scambio delle quote di
emissione dei gas a effetto serra (Emissions Trading). La Direttiva 2003/87/CE
del Parlamento Europeo e del Consiglio del 13 ottobre 2003, che istituisce
il sistema per lo scambio di quote di emissione, prevede che a partire dal 2005
gli impianti dei settori maggiormente responsabili delle emissioni di
CO2
riducano le loro
emissioni secondo quote attribuite dai PNA (Piani Nazionali di Assegnazione),
utilizzando anche lo scambio di quote.
Il
sistema comunitario tende così ad assicurare il rispetto degli impegni assunti
nell'ambito del Protocollo di Kyoto al più basso costo globale possibile.
Il
campo di applicazione della Direttiva Europea riguarda per ora quasi
esclusivamente i grandi impianti industriali e di produzione elettrica, ma
altri soggetti sono potenzialmente interessati a partecipare al mercato dei
certificati di emissione. Tra questi figurano gli Enti Locali (Comuni e
Province), che possono trovare nei meccanismi di scambio delle emissioni
importanti opportunità di finanziamento degli interventi di riduzione delle loro
emissioni e la possibilità di contenere i costi di eventuali futuri interventi
obbligatori.
Il progetto è realizzato dal Kyoto Club, che si avvale della
collaborazione tecnica di Ambiente Italia srl, ERM Italia srl e Fondazione
ENI Enrico Mattei.
Il termine delle attività è previsto per dicembre
2007.
Il progetto
I meccanismi attuativi del Protocollo di Kyoto
consentono ai Paesi sottoscrittori di raggiungere gli obiettivi concordati di
riduzione delle emissioni dei gas serra tramite meccanismi efficienti sotto il
profilo dei costi, come ad esempio lo scambio di quote di emissioni, il
cosiddetto Emissions
Trading.
La Direttiva 2003/87/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 13 ottobre 2003, che istituisce
un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nel
territorio dell'Unione, prevede che a partire dal 2005 gli impianti dei settori
maggiormente responsabili delle emissioni di CO2 limitino le loro emissioni secondo quote attribuite
da Piani Nazionali di Assegnazione, operando anche tramite scambio di quote. Il
sistema comunitario contribuirà così a realizzare gli impegni che l'UE ha
assunto nell'ambito del Protocollo di Kyoto, garantendo i più bassi costi di
adeguamento possibili.
Il campo di applicazione della Direttiva Europea
riguarda quasi esclusivamente i grandi impianti industriali e di produzione
elettrica, tuttavia esistono altri soggetti potenzialmente interessati a
partecipare al mercato dei certificati di emissione. La stessa Direttiva prevede
possibilità di estensione del campo di applicazione ad altri soggetti. Tra
questi possono figurare gli Enti Locali, cioè Comuni e Province che potrebbero
trovare nei meccanismi di scambio importanti opportunità di finanziamento degli
interventi di riduzione delle loro emissioni o quantomeno la possibilità di
contenere i costi di eventuali futuri interventi obbligatori al livello più
basso possibile.
Naturalmente l'estensione del campo di applicazione ad
altre attività e soggetti, come gli Enti Pubblici Locali, si potrà arrivare nel
momento in cui saranno chiare le condizioni e le misure che rendono efficace e
agile l'accesso al mercato dei certificati. In altre parole occorrerà
preventivamente definire modalità di fissazione dei target, anche ai fini del
calcolo dei crediti di emissione e una procedura di certificazione e di gestione
dei crediti semplificata e chiara, in grado di minimizzare i costi di
transazione.
Il settore pubblico trova già oggi importanti riferimenti
all'interno della Proposta di Direttiva, formulata il 10.12.2003 dal Parlamento
Europeo e dal Consiglio sugli usi finali di energia e sui servizi energetici. Da
questo punto di vista, la partecipazione degli Enti locali a un mercato delle
emissioni dei gas serra trova un supporto favorevole anche in considerazione
della direttiva 2002/91/CE in materia di rendimento energetico negli edifici,
che fissa gli standard di efficienza riferiti a tutti i fattori che influenzano
il parametro del consumo energetico.
La partecipazione degli Enti locali al
mercato dei crediti di emissione non ha ovviamente un valore esclusivamente
quantitativo e la loro partecipazione può assumere un valore strategico, venendo
a costituire un supporto pubblico e un volano alle politiche e ai programmi di
riduzione delle emissioni.
Se il sistema del
trading di emissioni dovesse evolvere in modo da consentire la partecipazione
di diverse entità, i governi locali potranno trovarsi nella posizione
di promuovere la riduzione delle emissioni nelle proprie comunità e
di agire come centri di aggregazione delle riduzioni di emissioni raggiunte
a livello del residenziale, del terziario privato e della piccola e media
industria, implementando il concetto della "leadership by example". Inoltre gli interventi
che si prefiggono la diminuzione delle emissioni di gas
serra, essendo orientati al risparmio energetico, possono determinare positivi effetti
sulla bolletta energetica degli Enti.
Mettere sul mercato ulteriori quote di emissioni generate a livello nazionale consente di raggiungere gli obiettivi complessivi di riduzione con maggiore efficacia evitando, per quanto possibile, la creazione di commerci "fantasma" che non portano a un'effettiva riduzione delle emissioni. Il progetto "Enti Locali per Kyoto" è finalizzato a sperimentare il funzionamento di meccanismi di scambio di quote di emissione tra Enti Locali e a determinare le condizioni e le azioni che li possono rendere agili ed efficaci. L'avvio dello schema europeo di scambio delle quote di emissione previsto dalla Direttiva 2003/87/CE consente di valutare l'applicazione di strumenti già esistenti (sistemi di monitoraggio, modalità di assegnazione delle quote, procedure di certificazione, ecc.) al contesto degli Enti Locali, creando i presupporti per un'eventuale futura convergenza dei mercati sui quali scambiare i certificati ottenuti tramite gli interventi nel settore pubblico.
In questa prima fase sperimentale si è scelto di
considerare solo le emissioni afferenti alla gestione del patrimonio edilizio
(scuole e altri edifici comunali) e al parco veicolare di proprietà dell'Ente
pubblico e di limitare la contabilizzazione delle riduzioni alle sole emissioni
di CO2. Successivamente, si considererà la possibilità di estendere
il mercato alle emissioni di tutti i gas serra, come indicato nella Direttiva
2003/87/CE. In termini pratici l'obiettivo del progetto consiste nella
formulazione di una base metodologica propedeutica alla realizzazione di un
meccanismo di scambio delle quote di emissione
della CO2 evitata grazie a interventi degli Enti locali.
La base metodologica
viene realizzata mediante la collaborazione e la sperimentazione concreta
con un gruppo di Enti Locali. Il progetto anche in prospettiva
dell'assunzione di provvedimenti normativi che regoleranno la partecipazione
degli EELL allo scambio di quote di emissioni, ha lo scopo di definire in via
sperimentale le modalità di fissazione delle baselines e dei targets, anche ai
fini del calcolo dei crediti, e una procedura di certificazione e gestione dei
crediti semplice e chiara, in grado di minimizzare i costi di transizione e di
assicurare un'efficace partecipazione degli EELL al mercato dei certificati.
Il progetto definirà le
caratteristiche dei crediti e dei certificati generabili, i mercati di scambio e
la valutazione preventiva dei costi marginali di abbattimento con previsione del
valore di scambio delle quote e, ancora, la valutazione economica degli
interventi e la stima delle entrate derivanti dalla commercializzazione dei
crediti. Per raggiungere i suddetti obiettivi, è necessario che gli enti
partecipanti analizzino la situazione energetica dei propri edifici e del
proprio parco autoveicoli, creando una base di informazioni in ogni caso
indispensabile per valutare lo stato attuale dell'efficienza energetica e per
prospettare interventi. L'organizzazione di questa banca dati definisce, già di
per sé, un risultato molto importante per il progetto. Analogamente, la
valutazione dei possibili interventi in termini
di CO2
risparmiata è un altro traguardo importante che verrà raggiunto all'interno del
progetto, come pure la possibilità di usufruire, nella realizzazione degli
interventi, dei meccanismi collegati ai decreti sull'efficienza energetica,
consentendo agli enti stessi di generare i titoli di
efficienza.
I
partecipanti
Le
attività del progetto sono realizzate mediante la collaborazione e la
sperimentazione concreta con un gruppo di Enti Locali.
La scelta di tali Enti è avvenuta a seguito di una
richiesta di partecipazione condizionata ad alcuni parametri tali da potere
scegliere tra quegli enti che presentano condizioni favorevoli per la
sperimentazione delle metodologie previste. In particolare si è puntato a
scegliere tra quegli Enti che sono titolari o che hanno già programmato
interventi sul patrimonio edilizio o sul parco autoveicolare di proprietà,
direttamente finalizzati a conseguire nel corso dei prossimi due anni riduzioni
quantificabili e misurabili delle loro emissioni di CO2
.
Quasi
cinquanta Enti, tra Città e Province, hanno avanzato la loro candidatura
sostenendola con impegni concreti e un ottimo livello di progettualità nel campo
degli interventi per l'efficienza energetica nell'edilizia pubblica e nello
sviluppo delle fonti rinovabili. Date queste premesse, la valutazione e la
selezione dei candidati hanno richiesto un certo impegno, sia per garantire la
scelta dei soggetti dotati delle migliori potenzialità sia per assicurare la
presenza di Enti di diverse dimensioni e caratteristiche e un'equilibrata
distribuzione territoriale.
Si
è deciso di scegliere, oltre al gruppo di Enti "partner" che partecipano
attivamente alla realizzazione del progetto, anche un gruppo di Enti
"osservatori" che possono seguire le diverse fasi del progetto stesso,
sperimentandone i risultati e fornendo la propria
esperienza.
L'elenco
degli Enti selezionati è il seguente:
Enti
partner
Comune di
Ancona
Comune di
Montebelluna
Comune di
Parma
Comune di
Ravenna
Comune di
Rosà
Provincia di
Cosenza
Provincia di
Ferrara
Provincia di
Palermo
Provincia di
Torino
Enti
osservatori
Comune di
Asti
Comune di
Bagnacavallo
Comune di
Brescia
Comune di
Ferrara
Comune di
Follonica
Comune di
Formigine
Comune di
Modena
Comune di
Padova
Comune di
Procida
Comune di Reggio
Emilia
Comune di
Roma
Comune di
Scansano
Comune di
Verona
Provincia di
Biella
Provincia di
Bologna
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