Enti Locali per Kyoto

 


La metodologia del progetto


Il primo passo per definire gli obiettivi di riduzione e le quote destinate a costituire la riserva per i nuovi entranti, è conoscere quali siano i consumi storici degli EELL coinvolti. In questo modo è possibile definire la baseline, cioè il valore dei consumi assunti come base consolidata di partenza.
Per la definizione della baseline si considerano i consumi annuali di combustibile per riscaldamento degli immobili, combustibile per i mezzi di trasporto, energia elettrica e calore da teleriscaldamento.
La baseline viene calcolata in termini di CO2 emessa nei quattro settori di riferimento, sia in valore assoluto (t CO2/anno) che relativo (t CO2/m3 di edificio o t CO2/km percorsi). Il passaggio dalla quantità di combustibile/vettore energetico utilizzato alle emissioni di CO2 avviene sulla base dei coefficienti di emissione riconosciuti dalla legislazione vigente.
La somma delle singole baseline costituisce la baseline complessiva delle emissioni.
Gli obiettivi di riduzione sono calcolati, rispetto alla baseline, tenendo conto delle indicazioni del Piano Nazionale di Riduzione delle emissioni di gas di serra. Si sta valutando inoltre, nella definizione degli obiettivi, di tener conto degli interventi che risulteranno effettivamente realizzabili nel periodo di applicazione del sistema. Gli obiettivi di riduzione esprimono, per ognuno dei quattro settori, qual è la riduzione delle emissioni che complessivamente l’Ente Gestore vuole ottenere dal sistema.
Il sistema tiene conto anche dell’eventualità che possano esserci “nuovi entranti”, ovvero nuovi edifici o veicoli di proprietà degli Enti. A tal fine viene predisposta una riserva, costituita da una quantità di quote detratta dall’assegnazione complessiva, commisurata al ruolo ipotizzato per i nuovi entranti.
L’applicazione degli obiettivi di riduzione alla baseline, tenendo conto della riserva, consente di definire l’allocazione complessiva. Quest’ultima corrisponde alla quantità totale di CO2, esclusi i nuovi entranti, che gli Enti Locali potranno emettere nel periodo considerato.
Una volta individuato l’obiettivo complessivo di riduzione, bisogna ripartire quest’ultimo tra i vari Enti Locali partecipanti. La ripartizione deve tenere conto di 3 fattori principali:


Calcolati gli obiettivi personalizzati di riduzione, è possibile procedere all’allocazione iniziale per ciascun Ente Locale.
L’allocazione corrisponde alla baseline di ciascun Ente, ridotta in base all’obiettivo personalizzato calcolato al punto precedente.
L’allocazione ai singoli Enti Locali è quindi tale da:
  • garantire il raggiungimento della riduzione complessiva di emissioni stabilita per il sistema;
  • considerare l’efficienza già raggiunta da ciascun partecipante;
  • far sì che ogni partecipante debba ridurre le proprie emissioni;
  • consentire l’ingresso di nuove attività.




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